Le varie tipologie di traduzione nell’ambito giuridico
La traduzione: considerazioni iniziali

Nella redazione di un testo, il significato non deriva esclusivamente dalle parole che lo compongono. Esso emerge anche dal loro accostamento e dalle relazioni che esse instaurano tra loro. Tale aspetto assume particolare rilevanza nella produzione di testi giuridici, nei quali ogni scelta lessicale o sintattica influisce sull’interpretazione dello stesso e sugli effetti normativi che produce. Ciò genera importanti implicazioni per l’attività della traduzione, la cui funzione fondamentale non consiste nel semplice mantenimento del significato semantico di un testo. La traduzione mira piuttosto a veicolare, dalla lingua di partenza a quella di arrivo, il messaggio giuridico nella sua complessità. Quest’ultimo è caratterizzato da specifiche relazioni strutturali e pragmatiche che denotano un determinato linguaggio giuridico.

Per garantire al meglio questo risultato, il lavoro traduttivo si deve talvolta intendere come un processo sommariamente diviso in 3 fasi naturalmente messe in atto dal traduttore:

  • analisi, lettura, studio delle specificità del testo e ricerca sull’argomento
  • traduzione del testo e revisione
  • consegna del testo con eventuali note e chiarimenti aggiuntivi

Ulteriore elemento che incide sulla traduzione e sulle scelte tecniche da operare è il tipo di testo. Per ogni atto normativo, processuale, amministrativo, privato, notarile o dottrinale, vi sono diversi criteri linguistici e legali da compiere. Di conseguenza, in virtù della difficoltà dei testi giuridici, delle distinte finalità di utilizzo e della loro validità giuridica, esistono varie tipologie di traduzione. Queste tipologie rientrano nella macrocategoria della traduzione giuridica, considerata parte integrante del settore più ampio delle traduzioni tecniche, con regole e standard propri.

La traduzione asseverata

La traduzione asseverata, comunemente nota come traduzione giurata, è richiesta per documenti ufficiali che devono conservare la validità legale dell’originale. È quindi necessaria per scopi giudiziari, amministrativi o governativi. Questa tipologia di traduzione prende il nome dall’asseverazione (o giuramento), che il traduttore presta insieme alla propria firma, recandosi in tribunale per giurare davanti al Cancelliere la correttezza e la validità del testo tradotto. Tra i documenti che richiedono questa modalità rientrano atti notarili e procure, certificati (come quelli di nascita o di morte), pensioni e testamenti.

La traduzione certificata

La traduzione certificata è un ulteriore tipologia che si ottiene quando il traduttore appone la propria firma e accompagna il testo con una certificazione, rilasciata da lui stesso o dall’ente che ha fornito la traduzione. Un traduttore professionista iscritto all’elenco dei periti tecnici del tribunale attesta la conformità della traduzione, assicurandone precisione e fedeltà all’originale. Per rendere ufficiale il documento, è necessario che il traduttore firmi e fornisca i propri dati anagrafici, così da essere identificabile come traduttore ufficiale. Tale certificazione approva e garantisce che la traduzione è completa, accurata e conforme al testo originale, assumendosi il traduttore la responsabilità legale della correttezza del contenuto tradotto.

La traduzione legalizzata

La legalizzazione, nota anche come legalizzazione Apostille, è necessaria quando un documento deve avere piena validità legale anche all’estero ed è un passaggio successivo alla traduzione giurata o certificata. Dopo che la traduzione è stata asseverata, il documento deve infatti essere controfirmato dalle autorità competenti. Il richiedente può rivolgersi all’autorità designata nel proprio Paese (in Italia è la Procura dello Stato). Presso tale autorità viene verificata la firma del Cancelliere che ha asseverato la traduzione e viene apposto il Timbro Apostille. La legalizzazione è indispensabile ogni volta che il documento tradotto deve essere presentato presso enti o autorità estere, garantendone così la validità legale internazionale. Il procedimento di legalizzazione può essere talvolta applicato in senso inverso. In tal caso i documenti stranieri destinati a produrre effetti giuridici in Italia devono essere legalizzati nel paese di origine e successivamente tradotti secondo la normativa italiana.

(Per ulteriori approfondimenti sul tema, è possibile contattarmi).